Catalogo

In questo catalogo ogni titolo è inserito nella collana in cui è stato pubblicato. Per ogni libro è presente un breve testo introduttivo, è segnalato se vi sono introduzioni, note o postfazioni ed è indicato il prezzo di copertina e lo sconto per la distribuzione. Al momento non esiste un catalogo cartaceo.

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TASCABILI CLANDESTINI

Da Ravachol alla Federazione Anarchica Informale, da van der Lubbe a Mario Galesi, passando per Errico Malatesta e Belgrado Pedrini. I sacri maestri della dottrina, di ogni dottrina, rimarranno inorriditi. Questo libello non ha e non potrebbe pretendere di avere alcuna coerenza ideologica. Queste pagine raccolgono sei scritti di provocazione, di “fomento”, di rabbia rivoluzionaria. Gli scritti sono recuperati da una semina storica ultracentenaria delle classi sfruttate, introdotti da una breve presentazione critica. Mancano, volutamente, tutti gli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso – troppo scontati e al tempo stesso troppo complessi per gli scopi freschi e spontanei di questa raccolta.

«Io sono solo un operaio senza istruzione, ma poiché ho vissuto l’esistenza dei miserabili, sento meglio di un ricco borghese l’iniquità delle leggi» – Ravachol

Una copia: 5 euro. Per la distribuzione: 2 euro a copia.

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COLLANA ROSSA

Postfazione: Cosa salvare e cosa gettare del comunismo anarchico “piattaformista”, di Michele Fabiani.

«L’anarchismo nacque, dunque, non dalle astratte riflessioni di un dotto o di un filosofo, ma dalla lotta diretta condotta dai lavoratori contro il capitale, dai loro bisogni e dalle loro necessità, dalla loro psicologia, dalle loro aspirazioni di libertà e di eguaglianza…»

«D’altra parte, l’anarchismo non è neppure in alcun modo il prodotto di generali aspirazioni umanitarie. L’umanità “una” non esiste. Ogni tentativo di fare dell’anarchismo l’attributo di tutta l’umanità, così com’essa si presenta oggi, di dargli un carattere genericamente umanitario, sarebbe una menzogna storica e sociale che condurrebbe inevitabilmente alla giustificazione dell’ordine attuale…»

La sensazione, rileggendo criticamente la piattaforma, è che il movimento anarchico abbia buttato via il bambino con l’acqua sporca. Imbarazzati, come non esserlo?, dalle posizioni organizzative, dal partito anarchico, dai concetti di disciplina, unità teorica, presenti sopratutto nell’ultima parte dello scritto, forse abbiamo perso per quasi un secolo un bagaglio di teorie rigorose, salde, che avrebbero potuto essere una bussola rivoluzionaria nei momenti decisivi. E così ci siamo persi importanti passaggi sulla lotta armata, fatti non da intellettuali annoiati, ma reduci di una grande rivoluzione e da una terribile guerra civile. E così ci siamo persi passaggi sulla natura capitalista dell’Urss, svolti non da chi qualche hippy pacifista ma da gente che in Unione Sovietica ci ha vissuto e ci è morto. E così ci siamo persi le lezioni sulla necessaria autonomia dell’organizzazione anarchica insurrezionalista dai movimenti, dai comitati, dai sindacati. Naturalmente non devono essere posizioni da prendere in blocco. Quelle fazioni politiche dell’anarchismo che queste posizioni le hanno prese dogmaticamente, sono finite nell’inutilità storica, in quel nullismo per combattere il quale la piattaforma era stata pensata.

Una copia: 8,50 euro. Per la distribuzione: 6 euro a copia.

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Da Giovanni Passannante a Gaetano Bresci, vent’anni di vendetta, individuale e di classe. Non solo una raccolta cronologica ed enciclopedica degli attentati anarchici alla vita dei tiranni che hanno terrorizzato i governi di fine Ottocento, ma anche un necessario approfondimento sul contesto economico, sociale e politico dell’Italia post unitaria, con uno sguardo anche sul novantaquattro francese. Una guerra a mano armata dichiarata da una minoranza di sfruttati allo Stato liberale. Quello stesso Stato che non si faceva scrupoli a torturare, incarcerare, confinare, cannoneggiare e soprattutto difendere una società nella quale milioni di contadini vivevano in una condizione spesso al di sotto della sussistenza e nelle metropoli gli operai venivano letteralmente consumati dalla nascente macchina capitalista. Ben prima del fascismo, la tanto osannata Unità d’Italia viene fondata sul sangue della gran parte delle popolazioni. Lo sfruttamento, fino alla morte, la repressione crudele, non sono esclusivo appannaggio di uno Stato totalitario o di una fase eccezionale della vita politica, bensì sono elementi fondativi di questo dannato Paese e di ogni forma di governo. Vorremmo che questo libro non rimanesse negli scaffali a prendere polvere, un feticcio da collezionare nel pantheon dello storico di professione o di diletto. Vorremmo che questo libro non rimanesse lettera morta. Che le gesta di questi indomiti compagni illuminino ancora, col loro esempio, la strada di chi non si rassegna allo stato di cose presenti.

Pag. 248, indice dei nomi, bibliografia, carta avoriata, copertina con alette.
Una copia: 10 euro. Per la distribuzione: 6 euro a copia.

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Per presentarvi il testo che avete tra le mani questa volta partiremo dalla fine. Dalle novecentododici voci che compongono l’indice dei nomi. Una cifra che ci parla non solo della stazza monumentale dell’ultimo libro di Gino Vatteroni, della precisione storiografica e della ricchezza delle fonti, quanto di qualcosa di più profondo: quella che va Dalle Apuane alle Green Mountains è una storia corale, collettiva.
La storia di centinaia di sfruttati, di anarchici, costretti dalla fame e dalle persecuzioni all’emigrazione.
Non la storia del solito personaggio famoso. Dell’intrepido attentatore piuttosto che del “leader” che con la sua essenza fa ombra alle schiere di gregari, destinati all’anonimato storico. Certo, attraverso questo libro ritroviamo, approfondita e con degli spunti inediti, pezzi di storia più o meno nota dell’anarchismo che si intreccia con il passaggio nel Vermont di personalità come Errico Malatesta e Pietro Gori, Emma Goldam e Luigi Galleani – nonché col dibattito teorico generale, di allora come dell’oggi: la polemica fra organizzatori e anti-organizzatori, il dibattito appassionato sull’azione individuale.
Ma sono sopratutto i quasi mille nomi che riempiono queste pagine i veri protagonisti. Gli emigranti, i perseguitati, gli operai. Quei cavatori e scalpellini che sono diventati combattenti e scrittori, che si sono innalzati, per usare le parole con cui l’autore intitola l’appendice, dalla subbia alla penna.

440 pagine, 18 euro.
Per la distribuzione: 12 euro a copia.

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LA SIBILLA

Prefazione e note introduttive a cura di Franco Di Gioia.

Domenico Salemme non è un poeta professionista – è un proletario e un anarchico calabrese che canta in questi versi concetti semplici, in primo luogo destinati ai suoi paesani di Grisolia (Cosenza): dallo sberleffo verso l’imbroglio elettorale e i suoi protagonisti alla denuncia delle condizioni di miseria in cui lo Stato e il capitale costringono i più poveri, dal dramma dell’emigrazione all’esperienza in carcere. Testi che spesso venivano letti durante i comizi degli anarchici, ciclostilati e distribuiti. Domenico ha deciso di pubblicare queste poesie perché quotidianamente gli vengono richieste. Pur se scritte negli anni ’80 si tratta di poesie del tutto attuali in quanto parlano di problemi che viviamo ancora oggi.

«Quantu dispiaceri e divisiuni creja l’immigraziuni
ma da sembri l’’anu vulutu lu Statu e li patruni»

Una copia: 5 euro.
(Per richieste è possibile scrivere anche alla seguente e-mail: lunanera[at]mortemale.org).

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COLLANA VERDE

Con questo libro ci piacerebbe riportare l’attenzione sul tema delle biotecnologie, e in particolare sugli sviluppi che queste hanno attraversato negli ultimi anni, nel silenzio quasi generalizzato.
Sembrano lontani i tempi delle contestazioni agli OGM, eppure questi non sono affatto scomparsi dalla scena e continuano ad essere prodotti e sperimentati nei laboratori di ricerca, con tecniche sempre più sofisticate e foriere di nuovi scenari inquietanti.
Oggi l’ingegneria genetica si intreccia strettamente con le altre “scienze della vita” come nanotecnologie, neuroscienze, biologia sintetica, e con gli sviluppi dell’informatica, della robotica e dell’intelligenza artificiale, potenziando l’avanzata tecnologica che sta stravolgendo il mondo come lo conoscevamo. Avanzata tecnologica che caratterizza non solo ogni aspetto del sistema di dominio (bellico, repressivo, economico) ma che invade anche sempre più aspetti delle nostre vite e delle nostre relazioni.
Da un lato quest’avanzamento ha una sua fisicità in quanto creato nei laboratori, nei centri di ricerca e in altre strutture del sistema, alimentate da reti elettriche, fibre, cavi, centraline, tralicci, server ecc.; dall’altro è sostenuto da un’ideologia scientista, che determina una fede cieca nel progresso e una visione del mondo riduttiva e meccanicista funzionale unicamente alle logiche di sfruttamento e controllo. Le biotecnologie oggi ne sono un esempio eclatante e sono considerati uno dei settori strategici di punta della ristrutturazione del sistema capitalista.
Questo libro si propone di approfondire quali sono i più recenti sviluppi della ricerca in questo settore, specialmente in Italia, contestualizzarli in un quadro storico per mostrare la loro contiguità con le precedenti politiche e tecniche dell’agricoltura industriale, riflettere sulle implicazioni che essi comportano, e infine nominare alcuni dei responsabili, con l’auspicio che divampino nuove forme di lotta nei loro confronti.

Dicembre 2018, 172 pagine.
Una copia: 5 euro. Per la distribuzione, a partire da almeno cinque copie: 4 euro a copia.
Contatto e-mail per richiedere copie del libro: edizionimontebove[at]riseup.net
Contatto e-mail per presentazioni del libro: guerra-alla-natura[at]riseup.net

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NERO CAFFE’

La collana Nero Caffè è un progetto di micro editoria delle Edizioni Monte Bove. Brevi testi letterari, di saggistica o narrativa al prezzo di quello che dovrebbe costare ogni caffè: un euro!

(Costo di ogni titolo presente nella collana: 1 euro a copia).

“Non riesco a smettere di cagare” è il primo testo di pseudo narrativa di un giovanissimo (non è ancora uscito dalla fase anale) promettente scrittore abruzzese, Bruno Marsicano. Una critica all’introspezione in generale, all’autoreferenzialità di una parte del movimento in particolare, di coloro che passano la vita a parlare di questioni interne invece che del mondo esterno da attaccare nello specifico. Forse. O forse è solo una cagata.

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Il breve saggio di Tessieri tratta del continente africano, definito appunto come regno dell’importato. L’argomento principale del libro è l’importazione di varie forme di autorità nel continente africano, di cui Dio e lo Stato sono i due pilastri portanti, e di come i sistemi autoritari abbiano inciso sulla struttura della vita sociale africana, modificandola nella sua intima essenza. D’altro canto è anche vero che vi è stata una parte di causazione reciproca da parte africana e che quindi gli Stati-nazione africani di oggi sono il risultato dell’azione coercitiva di lungo e lunghissimo periodo di entità autoritarie, ma anche gli afflati libertari non sono mancati da parte delle popolazioni locali. Una breve prefazione di Andrea Cellai completa l’opera.

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è una promessa di felicità armata
il cielo terso nei sogni dei teppisti

“La nostra lotta radicale per la costruzione di un mondo diverso include la creazione di una nuova e differente cultura…”
Chi si aspettasse di trovare in queste poche pagine qualcosa che aderisca ai canoni della poesia contemporanea rimarrà deluso. Si dirà: – ma la poesia contemporanea non ha canoni! Provano a coprirsi i critici letterari con la medesima e ormai stracciata foglia di fico della retorica ideologica circa la fine delle ideologie.
Monica ci propone una poesia militante, rivoluzionaria, armata. Una poesia molto lontana dall’introspezione esistenziale. Più esattamente una poesia nella quale il significato esistenziale più profondo della vita assume di senso solo se è vissuta ferocemente insieme ai nostri compagni. Perché «malgrado i nostri tempi / noi
oseremo essere felici».

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COLLANA BIANCA

Quello che avete tra le mani non è un libro sulla scena Punk partenopea né sulle okkupazioni degli anni 90, piuttosto si tratta di una storia di vita vissuta per strada, dunque dalla prospettiva della strada, 20 anni di asfalto sulla pelle (1991 – 2011). Le tematiche affrontate in questo contesto sono simili a quelle di tanti giovani, come i rapporti conflittuali con la famiglia, la dipendenza dalla droga, l’alienazione del lavoro, internet come sistema di controllo e così via! L’esplosione delle okkupazioni, la scena Punk e dei RAVE degli anni 90 viene narrata attraverso gli occhi di alcuni adolescenti, che hanno cercato di prendere parte alla storia del loro tempo in maniera costruttiva e/o distruttiva.
Non è un libro di storia, ma un libro nella storia. Un libro di lotta e di musica, di sballo e di rivolta, di sfruttamento e decadenza! In questo senso L’asfalto sulla pelle non è nemmeno un libro di analisi sociologica. Un libro che parla di sociologia ma non un manuale per
psicologi. Lo scrittore infatti, non ha la pretesa di studiarci, e/o catalogarci, bensì cerca di scrutare tra le crepe dell’asfalto le nostre imperfezioni in quanto esseri umani, citando in prima persona il suo stato di dissolutezza, nonché di decadenza. La fine della loro storia, rappresenta in un certo qual modo la caduta di un’epoca, che nel bene e nel male, è diventata passato remoto.

Un libro partigiano!
Un romanzo Punk!
Una storia nostra!

Una copia: 10 euro. Per la distribuzione: 7 euro a copia.

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TUZZICO

Collana a cura di Beatrice Ciurleo
(e-mail: tuzzico.mb[at]gmail.com)

La Collana Tuzzico è uno spazio concepito per i più piccoli, ma adatto anche agli adulti che hanno ancora voglia di viaggiare con la fantasia. Con le Avventure nell’Orto la natura non è mai stata così divertente. Colorare, giocare, apprendere con i nostri simpatici personaggi: Nonna Carota e i suoi ortaggini… Ce n’è per tutti i gusti!

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Una copia: 2 euro.